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In un momento di grande transizione come quello che stiamo vivendo, con molta probabilità, solo la parte emersa di un iceberg ben più grande, molte persone, prigioniere come sono di antiquati schemi mentali ricevuti dagli avi e mai elaborati, tendono spesso a lamentarsi di tutto ciò che non gli va a genio. Molti di essi hanno letto la Legge d’Attrazione, il pensiero positivo, Zero Limits, Reality Transurfing e Abracadabra, ma il loro inconscio profondo continua a lamentarsi imperterrito. Magari prima o poi capiranno di dover percorrere altre strade, invece di continuare a cercare di addentare una carota mentre vengono colpiti da un bastone. Grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, graziella e grazie al cazzo.
Come essere umano, dimmi, hai davvero bisogno di questo? Stai davvero così in basso?

Gramsci“Bisogna creare uomini sobri, pazienti”, spiegava Gramsci: persone capaci di evitare la doppia insidia della depressione e del fanatismo, che non perseguano cioè il cambiamento come un fine bensì come una condizione, lo stato di esistenza normale, fisiologico, dell’individuo e della società. Non ricerca del benessere ma esperienza di esso. Chiuso in prigione, in un’Italia ormai saldamente mussoliniana, Gramsci continuò a leggere, a scrivere, a studiare, a pensare, a mettersi in discussione: non perché fosse necessario ma perché gli piaceva. In questo senso era un aristotelico. Per Aristotele lo scopo ultimo della filosofia non è il rinnovamento della società: la conoscenza è fine a se stessa. Se la si persegue è perché c’è un istinto che ci spinge a farlo, il quale viene confermato dal piacere intellettuale che proviamo quando impariamo o capiamo qualcosa.

In questa società così alla deriva, gli uomini di senso sperimentano quello che Gramsci racchiuse nella celebre frase: “Pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà” poiché, nonostante lo scempio che vediamo intorno, abbiamo la pazienza, la volontà di perseguire la nostra opera di costruzione del “mondo nuovo” passando dall’unico reale protagonista di questo cambiamento: l’essere umano. Molti di questi, in cammino per diventare esseri umani, si lasciano trasportare nel dissenso interiore, come requisiti da emozioni a spirale negativa che non riescono a fermare. A mio avviso, questo avviene a causa della mancanza di un sano contatto con la natura e dall’allontanamento dai ritmi propri dell’uomo e quindi dalla conseguente perdita di coerenti punti di riferimento (alba, tramonto, stagioni, coltivare il proprio cibo) che diano all’essere il senso di partecipare a qualcosa di più grande. Senza questo, emerge la miseria dello stato umano, fatto di dissociazione, di negatività, di isolamento. Quindi il pessimista, il depresso, l’asociale dei giorni nostri, sono persone che si sono lasciate isolare dalla società fino a perdere la propria identità e reclamano prepotentemente aiuto dalla loro trappola di silenzio. Sembra l’urlo degli agnelli ne “Il silenzio degli innocenti”. Ma da innocente a complice il passo è breve ed è tua responsabilità far cessare di piangere gli agnelli piccola Clarice, frrr, frrr.

In questo senso, parlare di ottimismo non significa voler vedere a tutti i costi il buono ovunque, come dice il dizionario, ma semplicemente perseguire il “meglio che ci è possibile”, come insegna Leibniz. La placca dell’ottimismo quindi, permetterà a chi la stimola di osservare la relazione che egli ha con l’ottimismo (e di conseguenza con il pessimismo). Se non conosci la Dermoriflessologia®, puoi consultare altri miei articoli QUIQUIQUI e QUI.

La stimolazione di questa placca ci spinge a trovare dentro di noi le risorse necessarie ad un cambiamento reale e profondo poiché attraverso essa ed i sogni che seguiranno, ci verrà fornito dal nostro inconscio uno spunto di crescita polarizzato e veicolato alla coscienza. 

PLACCA DELL’OTTIMISMO

La placca, del diametro di 12mm, si trova sul dorso del piede destro, 1cm. all’interno dell’assiale, due dita trasverse sotto la linea articolare del piede stesso.

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La placca vibra (cioè è più facilmente reperibile):
– mentre l’esaminato, mantenendo le mani sulla nuca, estende forzatamente il capo;
– mentre, in posizione eretta, flette ed estende le dita delle mani;
– mentre contempla un colore marrone ed un colore nero.

Ripercussioni di repère (cioè che sensazioni si possono sperimentare mentre si stimola la placca):
–  senso di freddo nella metà anteriore del cranio;
– dolore dietro la spalla sinistra;
– tendenza a mantenere gli occhi socchiusi;
– parestesia a fascia che si estende dall’occhio sinistro al mento.

La placca è reperibile anche con metodi di ricerca fai-da-te. Se decidi di trattare autonomamente la placca dell’ottimismo, una volta identificata, vorrai apporre una spirale di rame ottenuta da un filo di 0,8mm in senso orario, come spiego nell’articolo che trovi QUI. Una volta apposta, la placca deve rimanere sulla pelle per tre giorni e tre notti, generando reazioni come: sogni polarizzati sull’argomento, illuminazioni, idee, prese di coscienza, etc.

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Una parte di questo articolo è tratta da QUI. Come sempre sono disponibile per confronti, consigli, interazione e per farti provare la Dermoriflessologia®, tecnica che cambia la vita. In meglio, ovviamente. Ti auguro buon lavoro.

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