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Giuseppe Calligaris (per gli amici “il bepi”) è stato un grande neurologo italiano dei primi del ‘900. Grande, non famoso. Gli studi che il Calligaris segue, lo portano a sondare strade la cui vastità fa vacillare la mente umana al solo pensiero. L’idea che sulla pelle via sia una immensa mappa capace di mettere in contatto il conscio con l’inconscio, il fuori con il dentro, l’alto con il basso, il corpo con la mente, SPAVENTA gli uomini MEDIOCRI. E’ molto più RASSICURANTE raccontarsi che sono tutte BAGGIANATE, che Calligaris era pazzo e faceva cose senza senso. Ed è proprio quello che ha fatto la società medica benpensante dell’epoca. Figurati che abbiamo problemi NOI OGGI a parlare di triplice corrispondenza con un medico di base!!!!

Immagina cosa possono aver pensato gli eminenti neurologi dei primi del ‘900 (argh!) di fronte alle scoperte di un GENIO!

La mente tende a negare ciò che non è in grado di accettare, sicuramente è capitato anche a te di negare qualche evidenza nel corso della tua vita. In PNL (Non sai cos’è la PNL? Leggi qui!) si chiama CANCELLAZIONE ed è un meccanismo che tende ad omettere informazioni non coerenti con la nostra mappa, cioè la nostra struttura di convinzioni.

La mente degli eminenti neurologi dei primi del ‘900 (argh!) ha sicuramente CANCELLATO la validità degli studi del Calligaris perché non corrispondeva a ciò che loro CREDEVANO di sapere. Con questa degna conclusione, cioè che “Tutto quello che sai, in realtà, è solo una tua convinzione!“, ti lascio alla lettura della biografia di un uomo di genio, che ho tratto, come scritto in calce, da un articolo degli ideatori della dermoriflessologia, Flavio Gandini e Samantha Fumagalli.

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Nato a Forni di Sotto, in provincia di Udine, il 29 ottobre 1876, era figlio di un medico condotto operante nell’Alta Valle del Tagliamento che, in quell’epoca, era “terra di frontiera”, da non molti anni appartenente al Regno d’Italia. E “di frontiera” si rivelerà, in seguito, anche il pensiero dello studioso.

Anche ammettendo la forte influenza della tradizione familiare sulla scelta dell’indirizzo di studi del giovane Calligaris, indubbiamente non si può escludere una vocazione innata per la medicina, né si può negare che, già allora, la sua mente fosse fortemente innovativa. Infatti, nel 1901, Calligaris si laureò a Bologna discutendo una tesi estremamente insolita: “Il pensiero che guarisce”.
Evidentemente, il nostro personaggio non aveva nessuna intenzione di lasciarsi incatenare la mente dalle teorie più classiche e consolidate. Leggendo il suo primo scritto si comprende come abbia fin da subito riconosciuto l’imprescindibile legame tra gli stati psicologici e le condizioni di salute fisica. In altre parole il legame psico-cerebro-viscero-cutaneo stava già prendendo forma dentro di lui senza, però, avere ancora il supporto della sperimentazione.
Soltanto un anno più tardi, Calligaris si trasferì nella Capitale per assumere l’incarico di assistente del professor Mingazzini, direttore dell’Istituto di Neuropatologia dell’Università di Roma ed ottenere, poco più tardi, una propria cattedra come docente.
Nel 1909, a soli 32 anni, fu nominato segretario del primo Congresso dei Neurologi italiani e, nello stesso anno, pubblicò il primo testo dal titolo “Le mieliti sperimentali”.

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Dopo questo brillante inizio, la sua carriera sembrò diventare ancora più promettente quando, ritornato in Friuli, fondò con l’aiuto del padre una clinica per malattie nervose.
Ma, per quanto brillante e dotato di intuizioni, l’uomo non può sfuggire alle condizioni storiche e politiche della sua epoca e Calligaris si trovò ben presto a vestire la divisa di Capitano Medico per prestare la propria opera durante il lungo Primo Conflitto Mondiale.
Abituato ad annotare tutte le sue esperienze, dalla sua vita militare nacque l’unico libro non strettamente scientifico partorito dalla sua penna “Un Medico e la guerra”. Il volume, che fu criticato per l’analisi “clinico-pacifista” degli eventi bellici e per la crudezza del giudizio rivolto a chi scaricava le proprie ansie e frustrazioni in una violenza ingiustificata, segnò l’inizio dei suoi contrasti con la collettività.
Ma il danno più pesante inflittogli dalla Guerra, oltre alla “perdita” di cinque anni di ricerche, fu la distruzione della clinica e di quasi tutto il materiale di studio in essa contenuto. Durante l’invasione del Friuli da parte dell’esercito Austriaco, infatti, la clinica era stata requisita e, poco prima della ritirata, completamente devastata.
Tutt’altro che prostrato da tali vicissitudini, Calligaris, riprese il proprio lavoro con immutato vigore e, nel 1927, consegnò alla stampa il libro in due volumi “Il Sistema Motorio Extrapiramidale” che fu adottato per lungo tempo come testo nelle Facoltà di Medicina. Da qui in poi, la successione delle sue opere fu rapidissima e, nell’arco di sedici anni, sfornò numerose migliaia di pagine di testo raccolte in oltre venti volumi.
calligaris01Via, via che le sue teorie venivano divulgate in libreria, nei convegni e tramite le riviste specializzate, cresceva anche l’ostracismo da parte dei vertici della medicina accademica fino a portare ad una sorta di “processo inquisitorio” dello studioso ed alla “distruzione” sistematica delle sue opere.
La sua scomparsa, nel 1944, non fu mai seguita in Italia dalla meritata riabilitazione, neppure a partire dal momento in cui l’influenza della psiche sui disturbi fisici è diventata innegabile. In compenso in Russia, in Germania, in Austria, negli Stati Uniti d’America e in molti altri Paesi le sue teorie sono state analizzate seriamente e hanno trovato un loro spazio, a volte anche nell’universo medico.
Una breve frase estremamente illuminante a proposito dell’operato e della personalità di Calligaris è la seguente, tratta dalla dedica del suo libro “Telepatia e radio-onde cerebrali” (pubblicato postumo): “… il labirinto delle Catene Lineari del corpo e dello spirito, nel quale mi aggiro da tanti anni, rinchiuso prigioniero insieme con i miei critici, non è altro che un circuito oscillante delle irradiazioni dell’Universo…”.
In poche parole Calligaris riesce a rendere l’idea di come i suoi studi lo abbiano in qualche modo “preso in ostaggio”, insieme a tutti quelli che non tenevano in considerazione le sue rivelazioni; nel contempo sintetizza il cuore stesso delle sue scoperte: il fondamentale collegamento con quell’Energia Universale di cui l’Uomo è utilizzatore superficiale e poco cosciente.

Tratto da – Calligaris, medico dell’Anima